Monastero

Storia

Dopo la 1^ Guerra Mondiale il Santuario era caduto nel più completo squallore ed abbandono e ciò anche a motivo della scarsità del clero. Nacque così l’idea di affidare il Santuario a un ordine religioso che potesse prendersi stabilmente cura di esso e dei pellegrini che vi affluivano. Promotore dell’iniziativa fu P.D. Idelfonso Zimarino, monaco dell’abbazia di Montevergine e nativo di Casalbordino. Dietro suo consiglio le autorità locali si rivolsero all’abate di S. Giuliano d’Albaro in Genova, Rev.mo P.D. Colombano Cartoni, affinché si degnasse di prendere in benevola considerazione l’offerta e di far rifiorire così le antiche tradizioni benedettine in Abruzzo, “a benefizio dei vicini e dei lontani”. L’Abate Cartoni, sorretto dalle benevole disposizioni e serie intenzioni dell’arcivescovo di Chieti, Mons. Nicola Monterisi, il quale da tempo vagheggiava la rinascita del Santuario dei Miracoli, accolse l’offerta. Il 17 dicembre 1925 si diede inizio ufficiale alla fondazione del nuovo Monastero. L’impegno più grande profuso in quegli anni dai padri benedettini fu per la costruzione del monastero. I monaci ne avevano impellente bisogno per avere una loro dimora per la vita di comunità e per l’accoglienza dei pellegrini. La prima pietra dell’edificio, progettato dall’ing. G. B. Odero di Genova, fu posta verso la fine del 1926. Mentre procedeva la fabbrica dei nuovi edifici, fu progettato dall’architetto Lorenzo Chiaraviglio un poderoso campanile di 40 metri di altezza e il 24 maggio 1939 fu benedetta la posa della prima pietra, presa dai ruderi dell’antico monastero medievale di S. Stefano “In rivo maris”, che sorgeva nell’attuale territorio del Comune di Casalbordino. Il campanile verrà chiamato “La torre di D. Teodoro” dal nome del primo vicario parrocchiale, P.D. Teodoro Ciarafoni, per l’impegno e la caparbietà con cui il religioso portò avanti l’opera, come dirigente, come muratore, come manovale. Nel bombardamento alleato del 24 Novembre 1943 il Santuario del Torresi del 1824 aveva riportato gravi danni. Dovendo mettere mano alla riparazione del sacro edificio, si pensò di costruirne uno più ampio, essendo ormai il vecchio Santuario incapace di accogliere l’afflusso dei pellegrini specie dei giorni festivi. Si decise di corredarlo di nuovi ambienti più spaziosi, di creare un migliore collegamento tra il monastero e il Santuario e innalzare il pavimento della Chiesa, poiché il piano era di circa un metro sotto il livello della strada d’accesso al Santuario. Progettista dei lavori fu l’ing. Giuseppe Zamboni di Bologna.

Il 23 Luglio 1951 iniziarono gli scavi per le fondamenta del nuovo edificio. Il 29 dello stesso mese, alla presenza di numerose autorità, tra il vivo interesse di una numerosa folla di fedeli accorsa festante dai vicini paesi, Mons. Giovanni Battista Bosio, Arcivescovo di Chieti, assistito dal clero della diocesi e dai monaci con il loro Padre Abate visitatore D. Carlo De Vincentiis, officiava il rito di benedizione e posa della prima pietra del nuovo tempio. Il pomeriggio del 9 Agosto 1954, dopo un primo esame effettuato dal perito prof. P. Terenzio Quirino Barbone dei frati minori francescani, il quadro della Madonna dei Miracoli veniva tolto dall’altare e portato nei locali del Monastero. La sacra immagine presentava segni di deterioramento così avanzati da richiedere un radicale e immediato intervento. Dopo un minuzioso esame, si scoprì la presenza di una sottostante immagine e si stabilì il ripristino dell’originale. I colori usati per il restauro furono identici a quelli preesistenti, per cui l’immagine della Madonna ritornava a essere quella stessa che era stata effigiata nel 1576 dopo la prodigiosa apparizione. I lavori di ripristino furono eseguiti a Miracoli nei giorni 9, 10 e 11 Agosto 1954. Nel pomeriggio della domenica 29 Agosto 1954 la sacra effigie restaurata veniva riportata con solenne corteo nel Santuario e ricollocata sul suo altare. Il 28 maggio 1961 un decreto del Capitolo Vaticano concedeva ancora una volta, dopo quella dell’11 Giugno 1899, la celebrazione della solenne incoronazione della Madonna dei Miracoli. Prima dell’incoronazione, il pomeriggio del 12 agosto 1962, il quadro della Madonna veniva portato trionfalmente da Miracoli a Casalbordino su un’auto riccamente addobbata. A sera si svolgeva una lunga processione da Casalbordino a Miracoli alla luce di torce e di fiaccole. Era ormai notte quando la Madonna giungeva a Miracoli con la facciata della Chiesa illuminata a giorno e veniva collocata all’aperto sul palco appositamente eretto sul prato adiacente al Santuario. Dopo le ispirate parole del cardinal Confalonieri, attorniata da vescovi e da numerose autorità, l’immagine della Madonna, nel dipinto originale ripristinato nel 1954, veniva incoronata dallo stesso eminentissimo porporato con un ricco diadema fulgente di 25 gemme preziose, precedentemente benedetto e baciato a Roma da Papa Giovanni XXIII. Portata in Chiesa e deposta sulla mensa dell’altare maggiore, l’immagine della Madonna veniva, dopo qualche giorno, sistemata definitivamente nel trono monumentale del capo altare alto 12 metri. Dopo l’abbattimento completo della vecchia Chiesa nel 1956, nell’estate del 1962 si giunse alla consacrazione del nuovo Santuario a tre portali in stile rinascimentale, cupola alta 37 metri, lunghezza totale 73 metri, larghezza 20 metri, interno a croce latina a tre navate e con cripta.

Nel Settembre 1998 venne benedetto il nuovo altare di S. Michele con l’installazione della statua del Santo ai cui piedi è posta una roccia proveniente da Monte Sant’Angelo. L’altare in bronzo rappresenta nel paliotto le alleanze stipulate tra Dio e gli uomini nel corso della storia della salvezza: Noè e l’Arca, Mosè e le tavole della Legge e l’Ultima Cena.

L’8 Dicembre 2000, in occasione del 75° anniversario della fondazione del Monastero, alla presenza dei Superiori italiani della Congregazione benedettina sublacense, l’abate di S. Giustina di Padova P.D. Innocenzo Negrato benedice l’altare in bronzo della rinnovata cappella di S. Benedetto.

L’altare vuole rappresentare il roveto ardente, ma anche l’albero genealogico benedettino per indicare in S. Benedetto il novello Mosè che dona la “Legge” ai monaci diffusi e ramificati in 21 congregazioni. Nell’aprile 2002 è avvenuta la sistemazione del coro ligneo, per la preghiera dei monaci dietro l’altare maggiore. È il coro proveniente dall’Abbazia di S. Maria della Castagna, di Genova, realizzato dal falegname Natalino Della Casa nel 1937.

Il 27 novembre 2004 è stata inaugurata la sala ricordi del Cardinale Vincenzo Fagiolo.

Sala Fagiolo

Il fondo speciale del Card. Vincenzo Fagiolo si è costituito grazie al lascito del cardinale nel 2001 al Monastero S. Maria dei Miracoli. Il patrimonio librario conta circa 5.000 volumi, tra monografie, collezioni e opuscoli. In prevalenza sono testi di diritto canonico e biografie di Santi, ma la particolarità della sua biblioteca è costituita dalla rilegatura e quindi conservazione di tutti gli interventi dei cardinale che si sono intervallati durante il Concilio Vaticano II.

I suoi effetti personali, quali: paramenti, targhe di riconoscimento, quadri e vari oggetti sono stati sistemati in una sala confacente, oggi aperta al pubblico e disponibile a varie attività di conferenze, di incontri e manifestazioni culturali.

Biblioteca

Nella “Regola” San Benedetto impose ai monaci la lettura di libri sia privata che comunitaria, soprattutto in particolari momenti dell’anno liturgico. Così la vita del monaco benedettino è scandita dalla Liturgia delle Ore ( preghiera,  tramite il canto dei Salmi, dei Cantici e degli Inni) e da momenti dediti alla lettura e studio della Sacra Scrittura e delle scienze sacre e umane. Nei secoli, l’interesse dei monaci si è allargato e lo stesso lavoro monastico è divenuto promozione di cultura: conservazione e trascrizione di manoscritti, insegnamento, produzione di opere letterarie vere e proprie.

Per i benedettini si era reso necessario un luogo dove poter conservare i testi e in questo contesto sono nate le prime raccolte librarie. La formazione di queste grandi raccolte, riprese dalla rinascita carolingia, si ha grazie soprattutto all’espansione dei monasteri benedettini. I monaci impiegavano molto del loro tempo negli scriptoria, atelier di copiatura dei manoscritti associati alle biblioteche monastiche. Questo lavoro ha permesso la trasmissione di opere antiche che altrimenti si sarebbero irrimediabilmente perse.

La biblioteca di Casalbordino è nata con la fondazione del Monastero nel 1926, ma nell’ultimo decennio, con la chiusura della casa fondatrice San Giuliano di Genova e il relativo trasferimento della consistente biblioteca ligure al Monastero abruzzese, si è resa necessaria la sistemazione dei locali affacciati sul chiostro e dei locali sottostanti per adibirli a nuove sale di consultazione e al deposito della biblioteca. Dopo un’attenta sistemazione e un’iniziale lavoro di catalogazione, il 13 novembre 2004 è stata inaugurata la Biblioteca Monastica di Santa Maria dei Miracoli. Il patrimonio librario che può vantare è veramente notevole.

I libri moderni superano oramai le 60.000 unità e, per la maggior parte, riguardano tutte le discipline religiose: Sacra scrittura, teologia, morale, spiritualità esegesi, patristica, patrologia,  storia della Chiesa, dogmatica, diritto canonico e una sezione considerevole sulle congregazioni religiose e monastiche. Conta anche un considerevole numero di opere di storiografia, di letteratura italiana e straniera, storia dell’arte e musicologia. La biblioteca monastica moderna si è arricchita con il passare degli anni di fondi librari, come quello del cardinale Vincenzo Fagiolo nel 2001-2002, del prof. mons. Mario Righetti, studioso di Liturgia, del docente universitario di Genova prof. Mario Puppo, dell’avvocato di Casalbordino Manfredo Zimarino e dell’oblato benedettino Mons. Salomone. Le pubblicazioni periodiche specializzate in corso sono circa 40. Oltre ai testi moderni, la biblioteca è scrigno di un tesoro davvero unico per il nostro territorio, quali: volumi antichi di cui numerosi manoscritti, quattro incunaboli, 421 cinquecentine, 614 Seicentine e oltre 3.000 opere del Settecento.

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Orario apertura
Lunedì            ore 9.30-12.00
Martedì           ore 9.30-12.00 ; 16.00- 18.00
Mercoledì       ore 9.30-12.00
Giovedì          ore 9.30-12.00 ; 16.00- 18.00
Venerdì          ore 9.30-12.00

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